domenica 11 ottobre 2015

I CINQUE SENSI ~ Capitolo 27




Alla fine, non l’ha accompagnata in infermeria - «Tanto ci sarà la Weasley e sono sicuro che tu non vorrai mai metterti in mezzo a loro due, vero?» - pilotandola, invece, direttamente in Sala Grande.
Qui, appena giunti sulla soglia, la ferma e le strappa un altro bacio, che di casto ha ben poco.
«Per favore, mi state bloccando la crescita», vengono interrotti da un Draco piuttosto acido.
«Draco»: Blaise gli si rivolge con voce dura, mentre Hermione si dirige al suo tavolo senza degnarlo di uno sguardo, non prima, però, di aver sussurrato all’orecchio del fidanzato: «Ci vediamo più tardi a lezione».
«Vediamo di capirci, grandissima testa di cazzo: il fatto che tu abbia litigato con Astoria, non ti dà il diritto di far litigare anche gli altri», lo riprende il moro.
«Io non ho litigato con Astoria: per litigare con qualcuno bisogna parlarci ed è da quando sono rientrato a scuola, dopo la breve vacanza in ospedale, che lei non mi rivolge più la parola. Il bacio con mia sorella ti ha rincoglionito più del dovuto vedo: è con Daphne che ho litigato ieri sera. Eri presente anche tu, ricordi?» Gli fa presente, mentre si siedono al loro tavolo.
«Se è da tutto quel tempo che Astoria ti tiene il broncio, come fai a dare la colpa a Hermione? Lei è rientrata a scuola solo ieri pomeriggio e in ospedale non aveva la possibilità di comunicare con l’esterno, a meno di non utilizzare quelle diavolerie babbane. Per la faccia di tutti i Fondatori, Babbanerie al San Mungo: dove andremo a finire?» Ragiona il ragazzo.
«È quello che mi chiedo anch’io, ma se non vuoi che mia sorella ti ritiri indietro l’anello, aggiungendoci anche qualche maledizione, è meglio non farti sentire da lei. Quanto a parlare con Astoria, può benissimo aver fatto la spia prima del rapimento», tiene il punto il biondo.
«Tu non demordi mai, eh? Mi chiedo come faccio a sopportarti ancora…», considera Blaise, mentre si porta alla bocca un boccone di bacon.
«A quanto pare tu e mia sorella avete fatto pace», è, invece, il commento di Draco.
«Hermione è una ragazza speciale. Non nega mai a nessuno una seconda opportunità. Cornificazione a parte, ovviamente», chiosa Blaise.
«Tranne a me e a nostro padre, evidentemente», commenta amaramente Draco.
«Non so cos’abbia combinato Lucius, fidanzamento forzato a parte (cosa di cui io lo ringrazio), ma tu te la sei cercata: l’hai accusata senza neanche darle tempo di parlare», gli fa notare l’amico.
«Mi sono comportato esattamente come si comporta lei con noi, né più né meno. Che adesso lo beva lei questo calice amaro». In quel mentre, un frullo d’ali rompe il silenzio della Sala Grande.

§ § § § § § § § § §

Cara Hermione,
so che probabilmente appena leggerai queste righe, avrai voglia di strappare la lettera.
Ti prego,però, di continuare a leggere fino alla fine e solo allora potrai decidere cosa fare di queste poche righe.
Ti sto scrivendo da Azkaban e quasi certamente starai pensando che questo è l’unico posto adatto a un essere come me. Eppure, oso giudicare che vent’anni sono pochi per finire in carcere.
Lo so, la colpa di cui mi sono macchiato con te non merita altra punizione,pur tuttavia ardisco a chiederti il perdono.
So che sei una persona buona e che non neghi a nessuno una seconda possibilità.
Ti prego di credermi quando ti dico che io non sapevo nulla del piano di mio padre e della sua complicità con Rodolphus Lestrange.
È vero, ti ho rapita e condotto a Pucey Manor, dove è sopraggiunto mio padre ed è successo quello che è successo, ma ti giuro che non avevo idea di quello che lui aveva intenzionedi farti.
Se io quella sera ti ho rapito e condotto a casa mia è stato solo perché mi sono sentito rifiutato da te e volevo mostrarti il mo mondo, quello che avrebbe potuto essere tuo…
Ti prego, credimi, non era mia intenzione farti alcun male…

Accortoccia la lettera senza terminare di leggerla: Adrian le sta chiedendo di credergli sulla parola. Lui l’avrebbe rapita ma non voleva arrecarle alcun danno. Cos’è, un nuovo sport quello di offendere la sua intelligenza? Non è già recarle un danno, rapire una persona? Ecco che cosa si ottiene a voler sempre dare una seconda possibilità a tutti.
È stanca, stanca.
Eppure… Quella riga - So che sei una persona buona e che non neghi a nessuno una seconda possibilità. – le rimbomba nel cervello.
Spiega nuovamente la lettera e la rilegge, con calma.
Non è che lei sia completamente innocente. Aveva notato un certo interessamento del ragazzo nei suoi confronti, ma si era lasciata condizionare dal fatto che fosse lo scopamico di Pansy.
In fondo, prima del fidanzamento, anche Blaise aveva avuto molte ragazze, ma lei non si è fermata a giudicare il suo passato. Perché l’ha fatto con Pucey?
Il problema che la tormenta, però, non è solo quello: con il ragazzo, lei non è stata completamente sincera. Mentre flirtava, anche se inconsciamente, con Blaise, a Adrian non ha mai detto che non gli interessava.
E poi, forse è sincero: probabilmente lui era veramente all’oscuro delle mire del padre…
Certo, questo non toglie che l’ha rapita, ma non le costa nulla provare ad ascoltare la confessione del ragazzo.
Ripiega la lettera e la nasconde nel libro di Pozioni.
Ci penserà più tardi, adesso è ora di raggiungere l’aula.
Harry non è ancora arrivato, ma poco importa, visto che quel giorno Grifondoro e Serpeverde hanno tutte le lezioni in comune: alla sua sicurezza ci penseranno Blaise e Draco.
Draco…
Prima non l’ha neanche degnato di uno sguardo, ancora offesa per il comportamento del ragazzo verso di lei la sera precedente, ma le lettere di Adrian continuano a rimbombarle nel cervello.
Anche Blaise glielo ha fatto notare più di una volta: lei è sempre pronta a dare una seconda possibilità a tutti e sta seriamente pensando di darla anche a Adrian. Perché non riesce a perdonare Draco? È vero, l’ha attaccata senza prove certe e senza darle agio di difendersi, ma non è forse così che lei si sta comportando con Lucius?
Se sta pensando di ascoltare Adrian che si è reso colpevole di rapimento, perché non dare la stessa opportunità a suo padre, visto che lui il rapimento non l’ha compiuto? Non è neanche certa che fosse d’accordo, le sue sono solo supposizioni…

§ § § § § § § § § §

«Hermione!» Sovrappensiero, non è neanche accorta della direzione intrapresa.
Si ferma e aspetta che i due ragazzi la raggiungano.
«Sei uscita da sola dalla Sala Grande», la redarguisce il fidanzato, «dove stai andando?»
«Scusami Blaise, stavo riflettendo su un problema della massima importanza, e comunque sono grande abbastanza per camminare da sola, soprattutto ora che Adrian è stato arrestato. Comunque, dove vuoi che stavo andando: a Pozioni, no?» Si adira leggermente.
«Non è detto che Adrian sia l’unico problema. Non possiamo sapere come si muoverà ora Rodolphus», la riprende suo fratello, tornando a rivolgerle la parola, «e ti faccio notare che i Sotterranei, dove si trova l’Aula di Pozioni, sono nella direzione opposta: di qua si va alla Guferia».
«Oh», è il commento più intelligente di Hermione.
«Un altro messaggio anonimo?» Draco non si trattiene dal pungerla.
Lo schiaffo che lo colpisce arriva senza preavviso: «Sei un emerito idiota», gli sibila sua sorella, prima di fare dietro-front a passo di marcia seguita da Blaise, il quale, a sua volta, non resiste dal cantargliela: «Certo che te le vai proprio a cercare, Draco».

§ § § § § § § § § §

«Hermione!» Se non fosse stato per il pronto intervento di Blaise che l’ha allontanata subito dal calderone, probabilemente a quest’ora sarebbe dovuta correre da Madama Chips a farsi curare le ustioni dal volto.
«Signorina Malfoy», al professor Lumacorno non è sfuggita la mossa del suo studente, «da lei mi aspettavo più attenzione. Non è ammessa nessuna distrazione mentre si preparano le pozioni, men che mai l’Antidoto contro i Veleni Rari. Cosa sarebbe successo se il signor Zabini non l’avesse tirata indietro per tempo? O, peggio ancora, se avesse sbagliato qualche ingrediente? Vi ricordo, cari ragazzi, che lo scopo di ogni antidoto è quello di salvare la vita a quelle persone che, accidentalmente o volutamente, hanno ingerito (o sono state costrette a ingerire) qualche veleno, non avvelenarli ulteriromente. Dieci punti in meno a Grifondoro e venti in più a Serpeverde. E ora rimettetevi al lavoro, su!»
Hermione, vergognandosi immensamente, si rimette al lavoro, pestando in un piatto di osso gli otto pungiglioni di Billywig, aiutata da Blasie che li incide con un coltello in acciaio.
«Tutto bene?» Le chiede quest’ultimo.
La ragazza si limita ad annuire in silenzio, più che mai decisa non solo a riguadagnare i dieci punti persi, ma anche a conquistare i venti fatti ottenere suo malgrado alla Casa di suo fratello.
«Tesoro, tranquilla: non è successo niente», Blaise cerca di rassicurarla, equivocando il silenzio della Grifona.
«Se non te ne fossi accorto, Blaise, sono appena stata ripresa per disattenzione. Ora lavora», lo riprende, invece, lei.
Le restanti due ore e mezzo trascorrono con Hermione che lavora alacremente senza più distrarsi, mentre tre ragazzi la controllano di sottecchi.
«Ottimo lavoro, signor Malfoy. La pozione che ha preparato con la signorina Brown è eccellente. Dieci punti ciascuno». Al termine delle tre ore, il professor Lumacorno passa a controllare il lavoro dei suoi studenti e non stupendosi affatto del perfetto colore azzurro.
«Come se quell’oca avesse fatto qualcosa, oltre che starnazzare», sibila, invece, Draco, stando ben attento a non farsi udire da alcuno.
Sfortunatamente per lui, la sua compagna di banco l’ha sentito benissimo: «Ma come ti permetti, lurido Mangiamorte!» Gli urla infatti contro, attirando su di sé l’attenzione del professore che sta esaminando la pozione della coppia Potter-Parkinson, rimanendone deluso: «Signorina Brown, che cosa sta succedendo?»
«Malfoy vuole prendersi tutto il merito, come se lui avesse fatto qualcosa».
L’accusa, infondata, della ragazza indispettisce il docente: «Signor Malfoy, è vero quello che sta insinuando la sua compagna?» Gli chiede, infatti.
«Certo che no», si difende il biondo, «se non era per me, a quest’ora sarebbe saltata in aria tutta l’aula».
«Cosa vorresti dire, eh? Che io non so preparare una pozione? Mica sono tua sorella, io, che chissà come ottiene tutti quei punti. Per poco non saltavamo tutti in aria, hai ragione, ma per colpa di tua sorella!» Si infuria la ragazza.
«Attenta a come starnazzi, oca che non sei altro. Tu non vali un mezzo capello di mia sorella!» Urla di rimando il Serpeverde.
Suo malgrado, il professor Lumacorno è costretto a sedare la lite: «Suvvia, ragazzi, non mi pare proprio il caso di litigare, tanto più che lo scopo ultimo di lavorare in coppia è quello della cooperazione tra di voi. Visto che non siete in grado di comportarvi come due persone adulte, mi vedo costretto a togliere a entrambi i punti appena assegativi», conclude, per rivolgersi a controllare le ultime pozioni.
«Anche la vostra pozione è perfetta», si meraviglia, visto come era cominciata, verificando quella di Blaise ed Hermione. «Immagino, però, che almeno voi due abbiate collaborato», chiede, quasi implorando: se anche loro due che sono fidanzati e che quel mattino si erano scambiati un bacio tutt’altro che casto poco prima di entrare in Sala Grande, si mettono a litigare per un pugno di punti, beh, allora sarebbe quasi tentato di rinunciare all’insegnamento.
«Certamente», è la pronta risposta della ragazza, «Blaise è sempre un aiuto prezioso».
«Oh, magnifico», esclama l’ insegnante, «Dieci punti a entrambi, per la riuscita del preparato e venti alle vostre Case per la vostra cooperazione. Guardate e imparate anche voi, ragazzi. Se solo non ci fosse bisogno di essere fidanzati per andare d’accordo… Quindi, visto che alcuni di voi proprio non riescono a lavorare in coppia, per la prossima lezione vorrei che ciascuno di voi mi scrivesse due pergamene di un metro ciascuna sui Veleni, comuni e rari, e sui loro Antidoti. Inoltre, il vostro lavoro dovrà essere controllato dal vostro compagno che poi mi consegnerà la pergamena», termina amaramente.
«Ehm… scusa Hermione. Avrei un favore da chiederti, ma per favore, non mi spennare», comincia Blaise.
«Tranquillo, Blaise: tu sei una Serpe, e anche volendo non riuscirei mai a spennare una serpe», lo prende in giro la fidanzata.
«Aha, davvero divertente. A volte mi chiedo se voi Malfoy vi fanno con lo stampo. Comunque, volevo chiederti se potevi prestarmi il tuo libro di Pozioni. Ho visto che hai segnato alcuni appunti e… ecco… sì, insomma…»
«E tu, di grazia, perché non li hai segnati, anziché guardare me?» Lo punge Hermione.
Cavolo! Era sicuro di controllarla senza dare nell’occhio, ma a quanto pare non c’è riuscito.
Come a leggergli quello sguardo meravigliato, Hermione riprende: «Hai appena detto di avermi visto prendere appunti», gli spiega.
«Sì, appunto. Allora?» La implora.
«Veramente mi servirebbe per la ricerca che ci ha affidato il professore». Hermione si mordicchia il labbro inferiore, indecisa. Non è da lei rifiutare un aiuto a chi ne ha bisogno: molte volte ha passato notti insonni ad aiutare quei due testoni di Harry e Ron.
«Possiamo farla insieme, così risparmiamo tempo», suggerisce il moro: in questo modo avrebbe anche più tempo libero.
«Non è così che funziona Blaise», lo riprende la ragazza. «E va bene. Ma solo fino a domattina. Me lo riconsegnerai a colazione, in Sala Grande», conviene, alla fine, specificando il luogo dove vuole trovare il fidanzato: è già andata bene una volta che nessuno li abbia sorpresi uscire insieme dai dormitori di Grifondoro e non ha nessuna intenzione di sfidare la sorte un’altra volta.
«In Sala Grande», ripete, un po’ deluso.
«In Sala Grande», conferma lei.
«In nessun altro luogo», conclude lui.
«In nessun altro luogo», replica lei.
«Allora mi aspetta un premio di consolazione, qui», stringe Blaise, e senza dare il tempo alla ragazza di ribattere, o anche solo di connettere, le ruba un bacio.

§ § § § § § § § § §

Theodore non perde occasione di irridere l’amico: «Complimenti, Draco. Davvero un comportamento degno di un Caposcuola. No, dico, ti rendi conto che io devo farmi correggere la relazione dalla Patil?» Rincara la dose, spalleggiato da Daphne: « E io, che dovrei addirittura consegnarla nelle mani di quell’incapace di Paciock? Mi domando come abbia fatto a frequentare ancora queste lezioni dopo i GUFO».
«Beh, provate a guardare la faccenda dall’altro lato della medaglia: voi dovrete fare altrettanto con loro», suggerisce Blaise.
Irritata, Pansy lo aggredisce: «Già, parli bene tu, che sei in coppia con la secchiona di Hogwarts. A noi, invece, tocca il lavoro doppio, e tutto per colpa di quell’idiota del tuo amico».
«Dacci un taglio, Pansy, ti ricordo che sono il tuo Caposcuola e posso toglierti tutti i punti che voglio», l’ammonisce Draco.
«E correre il rischio di vederci sorpassare dalle altre Case?» Lo sfotte la mora. «E poi, con quale coraggio osi fare la morale a noi, quando è evidente che sei stato tu la causa di tutto?»
«Mia? Colpa mia?» Salta su il biondo. «È quell’oca della Brown che si è messa a strillare».
«E tu cosa le hai detto per farla urlare in quel modo?» Investiga Theodore.
«Niente», borbotta lui, «solo che non era giusto assegnarle i punti perché il lavoro l’avevo svolto tutto io», confessa alla fine, certo di avere tutte le ragioni di questo mondo.
«E, di grazia, perché non hai aspettato di essere fuori dall’Aula?» Gli chiede ancora Daphne.
«Il processo è finito? Bene, grazie». Drao ignora volutamente l’ultima domanda della sua compagna di Casa e si appresta a raggiungere le serre per la lezione di Erbologia, anche questa in comune con Grifondoro.
Intanto, qualcun altro sta attraversando il cortile della scuola sovrappensiero.

§ § § § § § § § § §

«Un taxi fatto di giornali appare sulla spiaggia. Aspetta per portarti via. Tu ci sali con la testa fra le nuvole. E parti.(1) Hermione, sto parlando con te», la richiama Harry.
«Scusa Harry, ero sovrappensiero. Che cosa mi stavi dicendo?» Si scusa la ragazza.
«Ti stavo chiedendo se potevi aiutarmi con la relazione, e anche a correggere quella della Parkinson. Sai, oggi e domani ho gli allenamenti di Quidditch», le ripete la domanda.
«Due giorni di seguito?» Hermione è quanto mai scettica, senza contare che lei ha sempre considerato quello sport come tempo tolto allo studio.
«Beh, sì. La partita contro Tassorosso si avvicina e gli allenamenti si sono intensificati. Senza dimenticarti che sono il capitano della squadra. Non posso mancare a nessuno dei due allenamenti», cerca di convincerla.
«No, Harry. Mi sono stancata di fare i compiti degli altri per dei futili motivi. Senza dimenticare che lo spirito della ricerca è quello della cooperazione tra Case diverse», gli ricorda lei.
«Sì, ma la cooperazione tra Case diverse non può far passare in secondo piano quella tra studenti della stessa Casa». Harry non coglie il cipiglio minaccioso dell’amica e continua a perorare la propria causa. «Inoltre, è tutta colpa di tuo fratello».
«Ti ricordo che è stata Lavanda a urlare in aula a pochi passi da Lumacorno. E comunque, mi spiace, ma io, oltre a quella relazione, devo rimettermi in pari con tutte le altre materie. Mi rincresce, ma per questa volta, la squadra di Grifondoro farà a meno del suo capitano».
Le è costato molto dire di no a Harry, però deve anche pensare a se stessa: è sempre lei quella che si preoccupa per gli altri, ma per lei chi si preoccupa?
«Harry, scusami, ma dopo Erbologia devo andare a spedire una lettera», gli sussurra, appena entrati nella serra.
«No», è la risposta secca del ragazzo.
«Come?» Hermione è decisamente basita dalla risposta appena ricevuta.
«Ti ho detto di no, Hermione. Cosa non capisci di queste due semplici letterine? Dopo questa lezione c’è il pranzo, che io non ho nessuna intenzione di saltare, dopo abbiamo due dopodiché, ci aspettano i compiti. Come vedi non ho tempo di andare alla Guferia. Di conseguenza, neanche tu», si vendica dell’aiuto negato.
«È una cosa importante, Harry! E non ci metteremo molto», osserva Hermione.
«Mi spiace, ma chiunque fosse il destinatario farà a meno della tua lettera», rimarca lui.
«Non ci posso credere: lo stai facendo per vendetta!» Fiata Hermione.
«Dieci punti per la sua brillante intuizione, signorina Malfoy», la deride lui.
In quel mentre, le Serpi fanno il loro ingresso.
«Non ci provare, Hermione. Sono io la tua guardia del corpo, e si fa come dico io», la mianccia Harry.
«Tu non puoi impedirmi di parlare con mio fratello e col mio fidanzato», gli sibila lei contro.
«Ma certo, fraternizza pure col nemico, mentre la tua Casa perde punti», sputa un inacidito Harry.
«Ehi, Principessa, tutto bene?» Le chiede Blaise, una volta sedutosi nel banco accanto a lei.
«Blaise, non ti devi preoccupare ogni volta che mi vedi con lo sguardo scuro. Almeno finché non sarai certo che la colpa sia esclusivamente tua. Comunque, ho solo litigato con Harry, nulla di grave, te l’assicuro», lo rassicura lei.
«Che cosa ha combinato? Credevo che oramai andaste di nuovo d’accordo», si informa ancora il moro, parlando sottovoce, visto che la Sprite sta spiegando.
«Si è arrabbiato perché mi sono rifiutata di scrivergli la relazione per Lumacorno e correggere quella della Parkinson al posto suo»,si confida.
«Certo che ne ha di faccia tosta, il ragazzo. Perché ti avrebbe chiesto una cosa del genere?» Più che per il comportamento di Potter, però, il ragazzo è sorpreso dal comportamento della fidanzata: e da quando Hermione nega il suo aiuto a qualcuno?
«Ha additato come scusa il fatto che ha allenamenti intensivi con la squadra di Grifondoro. Per irpicca, mi ha negato di accompagnarmi in Guferia», finisce di raccontargli come stanno le cose.
«E a chi dovresti scrivere?» Si ingelosisce il moro.
«Sei geloso, per caso?»
«Oh, sì, tanto», l’avvisa.
«Ti assicuro che in questo caso non ne avresti motivo. Ora scusami, ma vorrei seguire la lezione, prima che la Sprite mi tolga i punti come ha fatto Lumacorno poco fa», lo zittisce lei.


(1)”Lucy in the sky with diamonds” dei Beatles. Vero che Harry è nato nel 1980, ma ho immaginato che, vivendo con gli zii, ogni tanto sentisse qualche vecchia canzone ascoltata da Petunia.

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