giovedì 23 aprile 2015

I CINQUE SENSI ~ Capitolo 15



IL REGALO Più GRANDE
CHE PUOI FARE A UN ALTRO
NON È CONDIVIDERE LE TUE RICCHEZZE,
MA FARGLI SCOPRIRE LE SUE”
(Benjami Disraeli)

“Veda di tenerlo in vita per altre tre settimane. Deve morire esattamente tre giorni prma del plenilunio; non un secondo prima”, ordina l'uomo.
“Crede che sia semplice? Questa malattia babbana si evolve a velocità impressionante una volta a contatto col sangue magico. È già un miracolo che sia riuscito a impedire il contagio. Lo sa che secoli fa questo tipo di malattia uccise tra i venti e i venticinque milioni di persone?
“Magari fossero stati sterminati tutti, quei luridi babbani”, sputa ancora l'uomo.
“Questi bambini, però, sono dei Purosangue”, gli fa notare il Medimago.
“Traditori del loro sangue”, specifica ancora l'ex-Mangiamorte.
“Beh, certo, se la mette su questo piano... Comunque, le stavo dicendo che purtroppo non so se questo bambino resisterà altre tre settimane. L'ha scelto piuttosto gracilino, questa volta...”
“Attento a quello che dice: se questo bambino muore prima del tempo, lei lo seguirà seduta stante, sono stato chiaro?”
“Ma... morto per morto...”, cerca di difendersi ancora il povero Medimago.
“Forse non sono stato abbastanza chiaro: Crucio!” e il Guaritore si contorce a terra, mentre la sensazione di essere infilzato da coltelli bollenti si espande nel suo corpo. “È chiaro adesso?”
“S...sì, certo, tutto chiaro... Questo... bambino... vivrà fino... a t.. tre g... giorni... prima... del plenilunio”, soffia.

§ § § § § § § § § §

Mia cara figlia,
mancano pochi giorni ad Halloween,
e non ho ancora ricevuto nessuna tua notizia in merito al fidanzamento.
Grazie al tuo comportamento con Albert Nott, suo figlio Theodore è stato promesso sposo a Daphne Greengrass.
Non sai quanto dispiacere mi ha causato questa sua decisione: la famiglia Nott è, dopo i Malfoy e i Black, una delle più importanti del Mondo Magico.
Comunque, ho deciso di essere magnanimo nei tuoi confronti e concederti i tuoi spazi, considerando la evidente pessima educazione che hai ricevuto tra i Babbani.
Tuttavia, il tempo sta trascorrendo in fretta, e non è una buona cosa per una strega del tuo lignaggio rimanere senza marito.
Perciò, visto anche l'amicizia che mi lega con Lord Annwyn,
ho firmato con lui e sua sorella Avalon il contratto prematrimoniale che ti lega al figlio di quest'ultima, il tuo compagno di scuola Blaise Zabini.
La festa di fidanzamento si terrà a Malfoy Manor il sabato successivo ad Halloween, mentre il matrimonio il 20 divembre, a Villa Zabini.
Ho già chiesto alla preside il permesso per te e tuo fratello di lasciare la scuola il giovedì precedente la festa. Permesso che la preside McGranitt è stata lieta di accordare, accettando, tra l'altro, di concedervi due giorni in più alle vacanze di Natale, in modo da essere a casa già il 18 dicembre, così da essere adeguatamente preparata per le nozze.
In fede,
Lucius Abraxas Malfoy.

Più che una missiva tra padre e figlia, assomiglia a una lettera d'affari, e lui ha ancora il coraggio di chiamarla 'cara'? Deve rileggerla più volte per riuscire a mettere a fuoco parole e date di quella lettera.
Non riesce a farsene una ragione: credeva di avere tempo fino al prossimo aprile e invece suo padre non ha mantenuto la parola! Si fidanzerà il mese prossimo e il Natale quest'anno lo festeggerà come neo Lady Zabini. No! Non può succedere, non a lei! Lei ha Ron... Lei...
Ron... che le fatto pagare il fatto di essere figlia di Malfoy, eppure, al cuore non si comanda. Lo ama ancora, ne è più che sicura, anche se lui le ha preferito Lavanda... Eppure, che senso ha continuare a lottare per uno che non ti vuole più e che, anzi, non ha fatto mistero di disprezzare il tuo cognome? Non è forse meglio accettare la realtà e i suoi annessi e connessi? Un matrimonio senza amore, dopotutto, ti mette al riparo da eventuali sofferenze. Se non fosse che Daniel e Jane l'hanno educata in maniera del tutto diversa: non si può decidere di non vivere per paura di soffrire. È questa la loro eredità.
Ha deciso: scriverà al Ministro che è disposta a rinunciare alla Magia.
Solo... nel Mondo babbano lei ha solo la licenza elementare: a quale lavoro può aspirare una ragazza di diciannove anni senza alcun titolo di studio, indipendentemente dal suo bagaglio culturale?
Ciononostante, da buona Grifondoro, le riesce difficile abbassare la testa e accettare senza combattere.
Senza dimenticare la questione della lealtà: lei considera Blaise Zabini solo un ottimo amico, nulla di più. Come ci si può aspettare che lei gli viva accanto per il resto della vita ingannandolo su questo punto?
Che razza di vita li attende? Una vita piena di menzogne, e col tempo, arriveranno anche a odiarsi. No. Lei non può permettere che succeda questo...
Alza lo sguardo verso il tavolo Verde-argente: Blaise sta leggendo una lettera: probabilmente sua madre gli ha scritto le medesime cose che Lucius ha scritto a lei. Chissà cosa ne pensa lui di tutta questa faccenda?
Appena formulata questa domanda si dà della sciocca: è ovvio che lui è disposto ad accettare la situazione di buon grado. In tutti quei mesi non ha fatto altro che dimostrare di tenere a lei. È proprio questa consapevolezza a renderla così indecisa nei suoi propositi: da una parte non vuole ferirlo mandando tutto all'aria, dall'altra, non vuole ferirlo ingannandolo sui suoi sentimenti. C'è poi la terza opzione che è quella più dolorosa.

§ § § § § § § § § §

Figlio mio adorato,
è con grande gioia che ti comunico che ieri sera io e tuo zio siamo stati ospiti a Malfoy Manor,
dove abbiamo firmato con Lucius il contratto prematrimoniale che ti lega a Hermione.
La festa di fidanzamento si terrà sabato 7 novembre a Malfoy Manor, mentre il matrimonio sarà celebrato il 20 dicembre a Villa Zabini.
Per i permessi non ti devi preoccupare: la preside McGranitt è stata così gentile da permetterti di venire a casa già giovedì 5 novembre, per quanto riguarda il fidanzamento,
e il 18 dicembre per quanto concerne le nozze.
La notizia del fidanzamento verrà pubblicata sulla Gazzetta del Profeta di domenica 18, quindi è molto probabile che in questi gionri Rita Skeeter chiederà un'intervista esclusiva a te e aHermione.
Ti prego, figlio mio adorato, di accettare di buon grado l'intervista.
Bene, ora ti lascio ai tuoi doveri di studente,
quelli di padrona di casa richiedono impellenti la mia presenza.
Tua madre.

Cazzo! Credeva di avere più tempo per corteggiare Hermione. E adesso? Ce la farà in una settimana – forse anche meno visto l'invadenza di quella giornalista da strapazzo – a far digerire la cosa a Hermione? Soprattutto considerando che è ai ferri corti con Draco?
Alza lo sguardo verso il tavolo Rosso-oro e la vede combattutta.
Doppio cazzo! Mi sa che la notizia datale da Lucius non le è piaciuta per niente.
Merlino! Possibile che sia ancora legata al rosso? In fondo, lui non ha fatto mistero di disprezzarla quando è venuto a sapere chi era in realtà. Non può essere ancora innamorata di un'ameba simile, tanto più che lui adesso sta stabilmente con Lav-Lav. Bleah, che razza di nomignolo!
“Congratulazioni, amico! Mia madre mi ha scritto che mio padre ha firmato il contratto prematrimoniale con tua madre e tuo zio: a quanto pare tra poco più di due mesi saremo cognati!” Si congratula con lui Draco, mantenendo la voce bassa, in modo che solo il moro possa udirlo: non è ancora il momento di far sapere a tutti la notizia.
“Ti ringrazio, ma non penso che Hermione sia tanto contenta”, gli sussurra, indicando la ragazza con un cenno del capo.
“Non ti preoccupare, il contratto è magico, quindi vincolante: anche se andasse a piagnucolare dal Ministro in persona, questi avrebbe le mani legate. Ergo: non le resta altro da fare che abbassare la testa e accettare la situazione. Sono le regole del nostro Mondo, Mondo a cui lei appartiene e per questo le deve accettare senza fiatare, senza contare il fatto che sarebbe potuto andarle peggio”.
“Tante grazie, Draco: tu sì che sai come far sentire accettata una persona. Hai praticamente detto che sono la ruota di scorta di Adrian”, gli ribatte stizzito il moro.
“Non fare il finto offeso, Blaise: hai capito benissimo cosa volevo dire. E comunque, se invece di stare lì ad asciugare ogni sua singola lacrima, mi avresti lasciato fare...”, ma non finisce la frase perché Blaise lo interrompe: “Cosa avrei dovuto fare secondo te? Tu non perdevi occasione di deriderla e insultarla, neanche foste tornati a essere quelli che eravate prima della Guerra e io non potevo certo permettere che andasse a farsi consolare da Potter o dalla Piattola. Vero che adesso la Donnola sta con quella là” e indica Lavanda, “ma non mi fido lo stesso”, sbotta.
“Quindi dovresti essere contento di questa anticipazione”, conclude il discorso Draco.
“Oh, io sono contentissimo. Chi non è contento mi pare sia Hermione, ma non importa: come hai detto tu, anche se è stato firmato dai nostri genitori, è un contratto simile al Patto infrangibile, quindi non mi pare abbia molta scelta. Solo dovrò faticare un bel po' a farle digerire la faccenda. Sperando che non mi affatturi non appena mi avvicino”, esala la Serpe mora, scatenando l'ilarità dell'amico.

§ § § § § § § § § §

“Harry...”, esala Hermione, rivolta all'amico, il quale, in quel momento è molto più attratto da un discorso con Finnigan.
“Che c'è?” Le chiede, infatti, lui distratto.
“Mio padre mi ha scritto una lettera...”, gli confessa.
“E allora?” Ma che vuole ancora da lui? Non ne può più di tutta quella pressione: da una parte le lezioni da seguire per avere degli ottimi MAGO e poter così dimostrare di essersi meritato l'ammissione all'Accademia per Auror, e dall'altra Hermione da proteggere, la quale, però, ogni due per tre sparisce perché vuole starsene per conto suo. E poi c'è Ron che non fa passare un solo giorno senza chiedergli notizie sui progressi fatti, facendo ingelosire oltremodo Lavanda. Sarà anche un'oca, ma come tutte le fidanzate gelose, si chiede come mai Leotordo porta tutti i giorni lettere a lui, mentre a lei è tanto se gliene arriva una ogni due settimane... Merlino! Non penserà mica che sia lui che Ron sono gay!? No, non può pensare una cosa del genere: lui non fa certo mistero di essere il ragazzo di Ginny Weasley. Per fortuna che almeno lei non gli fa domande imbarazzanti sul perché e il percome Leotordo ha sempre una missiva per lui da parte di Ron.
“E allora l'elefante in calore dei miei vicini si è messo a ballare la samba in un negozio di porcellane cinesi al numero 7 di Craven Road, mentre lo zio Voldy suonava il 'Trillo del diavolo in sol minore' col clarinetto”, la voce di Hermione lo riporta alla realtà, ma che ha detto? Soprattutto, qual è la risposta esatta? Sì o no?
“Hai ragione”, prova con una risposta neutra, ma evidentemente questa volta la neutralità non paga, perché Hermione si alza offesa e, dopo aver raccolto i suoi libri senza più degnarlo né di uno sguardo, né di una parola, esce dalla Sala Grande con un diavolo per capelli.
Perfetto! Benvenuto venerdì.
Si volta verso la sua fidanzata per chiederle che diavolo ha preso all'amica, ma un'occhiata al vetriolo lo fa desistere.
Perfetto! Mi sa che anche l'imminente weekend è andato a farsi benedire. Ma che ha fatto di male per meritarsi tutto ciò?
Affranto, finisce la sua colazione, per poi dirigersi mesto a Erbologia, affiancato da un ciarliero Neville. È contento lui. Mica stanno andando a Pozioni, e soprattutto non è lui quello a essere stato crocifisso senza motivo!
Odia quei giorni del mese!

§ § § § § § § § § §

“Ahiahi, hanno di nuovo litigato a Grifondoro”, Blaise non rinuncia a fare la radiocronaca a Draco, “Scusa, ma questa è un'occasione che non posso lasciarmi scappare. Ci vediamo più tardi a lezione”, e si fionda all'inseguimento della sua quasi fidanzata.
“Hermione! Hermione, aspetta! Ho bisogno di parlarti”, le urla dietro. Per fortuna, i corridoi sono ancora poco affollati, visto che la maggiornaza degli studenti è ancora impegnata a consumare la colazione e a fare progetti per il weekend in arrivo.
“Scusa, ma ho fretta. Ho perso fin troppe lezioni, e non mi pare che questa valga un'ulteriore assenza”, gli dice, sventalandogli sotto il naso la lettera di Lucius.
“Tranquilla, non voglio farti fare tardi. Ti accompagno se ti va, ok? In quale aula sei diretta?” Le chiede, tanto per rompere il ghiaccio e renderla almeno un pochino più malleabile.
“Alle serre. Abbiamo Erbologia con i Tassi”, lo informa lei, senza accennare minimamente a rallentare.
“Ti invidio: noi abbiamo Storia della Magia con i Corvi”.
“Cosa volevi dirmi?” Sa che non è buona educazione andare subito al punto del discorso, ma lei ha sempre odiato i giri di parole, senza dimenticare che l'unica volta che ci ha provato, le è andata male. A quel ricordo, non riesce a trattenere un brivido.
“Hai freddo?” Chiede preoccupato Blaise.
“No, Blaise, tranquillo. Non ho freddo e non mi sto raffreddando”, lo attacca lei.
“Ok, è solo che... niente, non è importante, lascia stare. Comunque volevo dirti che mia madre mi ha scritto...”
“Se è per il contratto prematrimoniale, non preoccuparti”, lo interrompe lei, “Ho intenzione di scrivere al Ministro e informarlo che rinuncio alla Magia, così sarai libero”.
La Maledizione di Antonin Dolohov probabilmente gli avrebbe fatto meno male.
“No. Non puoi. I nostri genitori hanno firmato un contratto magico: i suoi effetti sono vincolanti tanto quanto un Patto infrangibile”, le spiega, secco.
“COOOOOOOOSA?”
“Sì... ehm... beh... ecco... ambasciator non porta pena”, si affretta ad aggiungere, vedendo che la ragazza sta velocemente prendendo le sembianze di una Erinni.
“Ok, ok, sono calma. Che significa che ha effetti simili a un Voto infrangibile? Che se uno di noi si tira indietro, muore?” Gli chiede con un filo di voce. Quale padre sarebbe capace di un simile abominio? Si risponde da sola: un padre Purosangue, specialmente se risponde al nome di Lucius Malfoy.
“Mi dispiace, ma a quanto pare sia la tua famiglia che la mia hanno deciso di appellare la Magia di Casata, quindi non abbiamo scelta. Ascolta, so che tutto questo ti sembra assurdo, barbaro e primitivo, ma ti prometto che sia come tuo fidanzato prima, che come tuo marito poi, non ti farò mancare niente, in primis l'amore. E se anche tu non mi ami ancora, ti prego di darmi una possibilità. Ti prometto che non te ne pentirai”. Ora sono tutti e due fermi, nel cortile, Blaise con le mani giunte davanti al viso, gli occhi pieni di aspettativa, Hermione immobile come una statua di marmo, priva però della sua austera bellezza, gli occhi fissi nel vuoto. “Sì”, soffia infine. In fondo, che altro può dire? Non le sembra giusto ingannare in quel modo Blaise, ma ha solo diciannove anni: può precludersi il futuro perché ora non è innamorata? Forse se gli dà una possibilità...
“Hai detto sì? Oh, Hermione, ti prometto che sarai la mia Principessa: ogni tuo desiderio sarà un ordine per me, a partire dagli studi superiori e da un eventuale lavoro”, le promette, ben conscio di quali siano le aspirazioni della ragazza. L'importante è che, come Lady Zabini, non provochi scandali, ma conoscendola questa eventualità è praticamente impossibile.
“Per ora mi basta che mi lasci andare a Erbologia”, gli dice lei.
“Sì, certo, scusami. Solo un'ultima cosa, e ricordati che ambasciator non porta pena”. Ecco, questa è la parte più difficile: come farle accettare l'intervista? Oramai, però, ha lanciato il sasso e non può più nascondere la mano, tanto più che prima o poi lo avrebbe saputo comunque, quindi: “Non so se tuo padre ti abbia informato, ma mia madre mi ha scritto che la notizia del nostro fidanzamento verrà pubblicata sul Profeta domenica 18, quindi è molto probabile che in questi giorni verrà a farci visita la Skeeter, e beh, ecco... mia madre si è raccomandata di accettare di rilasciarle l'esclusiva. So quanto odi essere al centro dell'attenzione, ma ti prego, questo è l'unico favore che ti chiedo”, quasi la supplica.
In fondo in fondo, è divertente vedere una Serpe supplicare un Grifone.
“L'ultimo?” Gli chiede, senza credergli affatti.
E infatti: “Beh, prima del prossimo”, cerca di alleggerire un po' la tensione creatasi..
“E sia, ma ti avverto”, lo blocca, vedendolo già esultare, “Se si azzarda a fare domande troppo intime e a inventarsi le risposte, non ci penserò un solo secondo a trasformala in scarafaggio. Ora scusami, ma si sta facendo davvero tardi”, e si avvia verso le serre della professoressa Sprite.

§ § § § § § § § § §

“Che voleva da te quella Serpe?” Le chiede Harry, non appena lei si siede acanto al suo vecchio amico.
Mentre attraversava il cortile con Neville, l'aveva vista parlare con Blaise e aveva notato il suo cambio d'umore, da incavolata nera a remissiva a... complice? E la cosa non gli era piaciuta per niente.
“Se mi avessi ascoltato in Sala Grande, lo sapresti”, è la telegrafica risposta che riceve in cambio.
“In sala Grande hai solo accennato a una lettera inviata da tuo padre. Che c'entrano le Serpi?” Gli fa notare lui.
“I Malfoy – e ti ricordo che io sono una Malfoy, nonostante sia stata smistata a Grifondoro – sono Serpi, e magari Blaise, a differenza di qualcun altro che si è sempre professato mio amico finché gli ha fatto comodo, si è dimostrato pronto ad ascoltarmi”, gli risponde acida Hermione. Basta non né può più. Passi per Lucius e Narcissa; passi anche per Draco – che a conti fatti si sta dimostrando, però, l'unico sincero – ma che anche Harry, il suo Harry, si comporti ipocriticamente verso di lei, no, non è disposta a tollerarlo.
“Tanto, prima o poi lo verrò a scoprire”, le sussurra quasi minaccioso.
“Non ne dubito, Harry, non ne dubito”, gli soffia lei, mentre Pomona Sprite entra in aula.

sabato 11 aprile 2015

I CINQUE SENSI ~ Capitolo 14



IL SENSO MORALE
DI UNA SOCIETÀ
SI MISURA SU Ciò CHE FA
PER I SUOI BAMBINI”
(Dietrich Bonhoeffer)

TROVATO UN ALTRO CADAVERE SULLA SPIAGGIA DI BLYTH
Ieri mattima è stato trovato un altro cadavere sulla spiaggia della cittadina babbana di Blyth. Questa volta si tratta di un bambino il cui corpo era completamente ricoperto da orrende piaghe simili al Vaiolo di Drago. A differenza delle prime vittime trovate su quella spiaggia, le autorità magiche intervenute dopo aver obliviato i loro colleghi babbani conoscono l'identità della vittima: si tratta del piccolo Jorsal Lenders, primogenito di un Consigliere del Wizengamot. Jorsal Lenders, di appena dieci anni, il prossimo anno avrebbe cominciato a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts e, oltre ai genitori affranti e inconsolabili, lascia anche una sorellina di appena tre anni, Blejan. Se i coniugi Lenders non avranno almeno un altro figlio maschio, la loro famiglia, una delle più antiche del Mondo Purosangue, si estinguerà alla morte di Haynes Lenders, a meno che, visto che quest'ultimo appartiene al Wizengamot, non provi a far approvare dal Ministero una legge che preveda anche alle donne di tramandare il proprio cognome alla prole. Alcune nazioni babbane già lo fanno. La domanda, però, è: accetteranno i mariti un affronto del genere? Ma soprattutto, il Ministro Shaklebolt che  sta varando una serie di provvedimenti atti ad unire Mondo magico e Mondo babbano, è disposto a spingersi fino a questo punto?

“È assurdo. È morto un bambino e loro si preoccupano di tramandare un cognome!” Hermione si indigna.
“Mia cara, tu sei Purosangue da poco tempo, ma devi sapere che per noi è di vitale importanza la discendenza”, la imbecca un'arrogante Lavanda, imitando il peggior tono saccente della sua compagna di Casata.
Hermione chiude gli occhi e trae un profondo respiro, contando mentalmente fino a dieci, nella vana speranza di riuscire a a calmarsi ed evitare di schiantare quell'oca insopportabile davanti a tutti gli studenti e i professori presenti in Sala Grande per la colazione, e rischiare così di venire espulsa dalla scuola.
Anche al tavolo di Serpeverde l'articolo della Skeeter tiene banco.
“Spero che questa sia un'altra delle buffonate che scrive quella giornalista da strapazzo. In ogni caso, io non permetterei mai a mia moglie di tramandare il suo cognome. No, dico, ma stiamo scherzando? E poi cosa vuol dire che i Babbani già lo fanno? Se è davvero così, allora questo è senz'altro un ottimo motivo per opporsi a questa follia!” Sbotta Adrian, certo di ottenere larghi consensi tra i suoi compagni, in special modo da Draco, ma il biondo è perso in tutti altri ragionamenti. L'idea del cognome non lo sfiora nemmeno. Lui è un Malfoy, e tali saranno anche i suoi figli. Punto.
Ciò che lo preoccupa maggiormente è la prima parte dell'articolo.
Un bambino.
Piaghe simili al Vaiolo di Drago.
Spiaggia di Blyth.
Insomma, nulla che c'entri con l'incubo di qualche settimana prima di sua sorella. Perfetto, se non fosse per un piccolo particolare. Non vorrebbe che questo la spingesse a voler indagare.
Sposta lo sguardo dal giornale al tavolo dei Grifoni.
Vede Hermione con gli occhi chiusi.
Pessimo segno: vuol dire che è incazzata nera. Quand'è in quello stato, meglio girarle alla larga. L'ha imparato a proprie spese.
Dalla sera di quello che nei pettegolezzi di Hogwarts è diventato il Gran Litigio, i due fratelli si sono rivolti la parola solo a monosillabi, e solo se strettamente costretti dalle circostanze.
Ancora Draco non riesce a capire come  mai se la sia presa tanto per quel controllo. È risultata in perfetta salute. Quindi perché continuare a tenere il broncio?
Perfino Astoria, dopo quella sera, gli si è quasi rivoltata contro.                                        
Mah, le donne.
Al tavolo dei Rosso-Oro, intanto, Hermione ha riaperto gli occhi e calmissima risponde a Lavanda: “È stato ucciso un bambino, in modo orribile, e tu pensi alla discendenza?”
“Guarda che è una cosa tremendamente importante la discendenza. Oramai quel bambino è morto. Almeno lui non soffre più. Ma rifletti su una cosa: cosa succederebbe se ci estinguessimo tutti? Vuoi davvero che la magia sparisca?” Chiosa Lavanda, pratica e maligna al tempo stesso.
“Sparirà senz'altro se si continuano a fare matrimoni fra consaguinei. I Babbani l'hanno capito prima di noi che è terribilmente pericoloso sposarsi tra parenti, comunque, sì, hai ragione, oramai il piccolo Jorsal è morto e almeno lui ha finito di soffrire, ma la cosa più importante adesso è fermare quest'assassino, altrimenti questo folle riuscirà più in fretta dove la genetica avanza lentamente”, accusa Hermione, ma Lavanda non è dell'umore giusto per farsi sottomettere dalla sua ex-rivale: “Sai una cosa, Hermione? Dovresti smetterla con questi tuoi deliri di onnipotenza e preoccuparti di comportarti come una Purosangue”, e senza darle il tempo di risponderle, si alza e se ne va, impettita.
La riccia la guarda uscire dalla Sala Grande scioccata. È quello il mondo Purosangue? Il tramandare un cognome è più importante della vita stessa?
No, è una realtà che non può accettare.
Si alza ed esce anche lei, intenzionata a raggiungere la Guferia: vuole scrivere a Shaklebolt che è disposta a rinunciare alla magia, una volta presi i MAGO,  non può sopportare di vivere in quel mondo ipocrita.
Non si accorge che Adrian l'ha seguita.

§ § § § § § § § § §

Sono giorni che la osservo. In silenzio. Nell'ombra. Nessuno se ne è accorto. Non solo è ormai ai ferri corti con quel bamboccio di suo fratello, ma non permette neanche a Zabini di avvicinarla più di tanto. Perfetto. Nulla di più semplice per me.
I miei genitori sono rimasti letteralmente scioccati dal racconto che Albert Nott ha fatto loro riguardo alla famosa cena dai Malfoy, la sera del funerale di quei Babbani. A me la cosa, invece, ha lasciato del tutto indifferente: quando sarà mia moglie, ci penserò io a tenerla al suo posto. Vuole continuare a studiare dopo i MAGO? Povera illusa, farò in modo che si vergognerà così tanto che non vorrà più incontrare nessuno, figuriamoci frequentare la Magiaccademia. Ora, però, devo concentrarmi su come conquistarla. Con Zabini e Draco fuori gioco, non dovrebbe essere difficile.
“Ciao”, la blocco che è quasi sulla porta della guferia. A chi ha intenzione di scrivere? Al suo amante segreto?
Lei non si aspettava di incontrarmi perché sobbalza, spaventata. “Scusa non volevo spaventarti. A chi devi scrivere con tanta urgenza? Stanno per cominciare le lezioni e sarebbe la prima volta che tu perdessi una lezione solo per un capriccio”, cerco di rompere il ghiaccio, ma lei rimane sulla difensiva: “Grazie Adrian per avermi ricordato l'orario, ma non ti preoccupare, farò in tempo, e quanto al destinatario non credo siano fatti tuoi”, mi risponde, con tono pungente.
Ma chi si crede di essere questa insulsa ragazzina solo perché è una Malfoy? Cerco lo stesso di mantenermi calmo, mentre mi avvicino un po' di più a lei: “Scusami, non era mia intenzione farmi gli affari tuoi, volevo solo fare un po' di conversazione”, le dico, poi, abbassando gli occhi mi volto e mi allontano, sperando che lei mi richiami.
Non accade, ma sento la porta del locale chiudersi alle mie spalle.
Dannazione! Ma le farò vedere io chi comanda tra un uomo e una donna!

§ § § § § § § § § §

Non è più sicura di voler scrivere quella lettera al Ministero. Forse se resta in quel mondo, ha qualche speranza di migliorarlo e rendere più vivibile la vita alle altre donne.
Sì, ha deciso, studierà Legismagia e abbraccerà la carriera politica, checchè ne dicano suo padre e il suo futuro marito. Certo, se accettasse di diventare Lady Zabini forse non troverebbe ostacoli, anche se la madre di Blaise le ha fatto capire che se decidesse di intraprendere quegli studi la aspetterebbe un posto di dirigente nelle aziende della famiglia, ma come Lady Pucey dubita che avrebbe anche solo l'occasione di mettere il naso fuori dalla porta di casa se non debitamente accompagnata, o almeno questa è l'impressione che ha avuto quando Adrian le ha chiesto a chi avesse intenzione di scriverle. Ma come ha solo pensato di poterle chiedere una cosa del genere!? E poi, la stava forse seguendo? Se è così, da quanto tempo va avanti la cosa? Ne deve parlare con Harry. Ma è mai possibile che oltre a guardarsi da quel folle omicida, si debba guardare anche da possibili spasimanti delusi o vogliosi?
E c'è anche la questione di Ron. Non sa perché, ma da quando ha litigato furiosamente col fratello, Harry ha cominciato a parlarle di Ron in ogni momento. E Ron qua, e Ron là. E basta, per Morgana! Ron l'ha mollata con la scusa che fosse la figlia di un Mangiamorte, che cosa vuole ancora da lei?
Si lascia cadere seduta per terra, appoggiata alla porta. L'odore pungente degli escrementi di tutti quei volatili le ferisce l'olfatto, ma lei non se ne cura: per il momento vuole solo sparire da tutto e da tutti.

§ § § § § § § § § §

“Dimmi che questa è un'invenzione bella e buona di quell' oca della Skeeter!”
Come suo solito, Lucius Malfoy entra con la sua consueta grazia nell'ufficio del Ministro Shaklebolt.
“Le ricordo, signor Malfoy”, esordisce il Ministro, calcando sul lei, “che io non sono il ministro Caramel. Quindi ora esca di qui e se ha proprio urgenza di parlarmi è pregato di prendere un appuntamento con la mia segretaria. Come tutti i Maghi e Streghe”.
“Io non sono tutti i Maghi e Streghe”, sbotta il biondo.
“No, vero, lei è un ex-Mangiamorte scampato da Azkaban grazie agli altrui meriti”, conviene il moro.
“Non ti permetto...”, comincia Lucius, ma viene subito interrotto dal Ministro. “Fuori!” Sbraita quest'ultimo.
A Lucius non resta altro che uscire dall'ufficio e parlare con la segretaria, un'insulsa Maganò: “Per favore”, ingoia il rospo, “può annunciarmi al Ministro Shaklebolt? Sono Lucius Abraxas Malfoy e ho delle importanti rivelazioni da riferire al Ministro in persona”, mente spudoratamente.
“A me è sembrato di capire che fosse qui per tutt'altro motivo, e che doveva prendere un appuntamento, non farsi semplicemente annunciare”, chiosa la donna, sulla quarantina, in sovrappeso e con capelli color topo. Indossa un improbabile tailleur blu elettrico con camicia e scarpe verde acido.
“Chissà che direbbe il Ministro se venisse a sapere che la sua fidata segretaria origlia le sue conversazioni? Potrà ancora fidarsi di lei, o forse preferirebbe denunciarla al Wizengamot per tradimento, così per dare un esempio alle future leve?” La minaccia.
La donna lascia immediatamente cadere sul tavolo l'agenda che stava fingendo di sfogliare e balbetta: “Io... veramente... io... ecco... non... L'annuncio subito, signor?”
“Malfoy, Lord Lucius Abraxas Malfoy”, scandisce bene il proprio nome, prima che la donna sparisca dietro la porta dell'uffico.
Passano pochi secondi che esce, facendolo passare.
“Allora, queste rivelazioni?” Esordisce Kingsley.
“Non puoi”, poi, a allo sguardo interrogativo dell'altro, continua: “Non puoi permettere questo scempio di permettere alle donne di tramandare il proprio cognome”.
“Se ti riferisci a quanto riportato dalla Gazzetta del Profeta, mi dispiace, ma non posso intervenire su quanto scrivono i giornalisti. Se invece ti riferisci a una possibile legge del Wizengamot al riguardo, anche qui ti avverto che quell'organo è indipendente da me e che comunque molte importanti famiglie come i Greengrass sarebbero pronte a perorarla”.
“I Greengrass!” Si stupisce il biondo. “La più piccola è fidanzata con mio figlio e no, non succederà mai che un Malfoy accetti un simile affronto”.
“Come ti ho già detto, Lucius, questo è un argomento che esula dalle mie competenze. Ora, se le tue preziosissime informazioni sono tutte qua, avrei del lavoro da terminare, io. Prego” e gli fa gesto con la mano di accomiatarsi. Gesto che Lucius non coglie.
“Sono preoccupato. È mai possibile che i tuoi tanto decantati Auror ancora non siano riusciti a mettere le mani su quel folle? Per Salazar, questa volta si tratta di un bambino!”
“Mi spiace, ma purtroppo stiamo brancolando nel buio. Quest'ultimo omicidio ci ha spiazzati totalmente. A parte il periodo e il luogo del ritrovamento, nulla combacia con le prime vittime. Comunque, se sei preoccupato per la tua famiglia, stai tranquillo. Narcissa vive con te al Manor ed è sotto stretta sorveglianza, così come i tuoi figli a Hogwarts che già di per sé è quasi inespugnabile”.
“Hai appena detto una cosa giusta, Ministro: quasi”, e stancamente si alza ed esce dall'uffico.
Giunto sulla porta, la mano sulla maniglia, ha come un'illuminazione. Si volta verso il Ministro e apre la bocca per parlare, ma ci ripensa e la richiude.
Kingsley si è accorto che Lucius non è uscito e alza gli occhi dalla pergamena che stava leggendo: “Sì, Lucius? Volevi dirmi qualcosa?”
“Sì... No...” Trae un profondo respiro, “È solo un sospetto, prima preferisco sincerarmene, ma forse, e dico forse so chi è l'assassino e cosa ha in mente”, confessa.
“Lucius, ti proibisco di uscire da questa stanza senza avermi messo al corrente di questi tuoi 'sospetti', o ti farò arrestare per intralcio alla giustizia”, gli comanda.

§ § § § § § § § § §

“Draco... Draco... sono preoccupano per tua sorella. Non è venuta a lezione, eppure stamattina mi è sembrato stesse bene”, bisbiglia Blaise al suo vicino di banco.
“Blaise, non sono la sua balia”, sbotta il biondo.
“Io credo che...”, ma non riesce a finire la frase perché la professoressa McGranitt, che ha mantenuto la cattedra di Trasfigurazione anche dopo la nomina a Preside, si è frmata davanti al loro banco: “Signor Zabini, signor Malfoy, visto che siete così preparati sull'argomento da non ritenermi degna della vostra attenzione, volete per caso illustrare ai vostri compagni di corso i vostri progressi in merito? Sempre che la qual cosa non vi abbia interrotto”, intima ai due ragazzi, i quali, bacchette alla mano – e deglutendo a vuoto – trasfigurano i loro calamai in calici colmi d'acqua.
“Davvero molto interessante, se non fosse che l'argomento di oggi riguardava la parte teorica della trasfigurazione umana in animali. Mi avete molto deluso, soprattutto lei, Signor Zabini. Venti punti in meno a ciascuno di voi due. E cinque punti in meno a Grifondoro per la confusione”, conclude, rivolgendosi agli studenti che erano scoppiati a ridere per la performance dei due Serpeverde.
“Vecchia megera”, sbotta Draco, alla fine di quelle due ore da incubo. “E accidenti a te, Blaise: proprio durante le ore di quella dovevi distrarmi? Quaranta punti ci ha tolto, te ne rendi conto? Agli allenamenti ti voglio veder sputare fango”, gli sibila contro.
“Beh, quarda il bicchiere mezzo pieno: ha tolto punti anche a Grifondoro... Comunque ti stavo dicendo che sono sinceramente preoccupato per Hermione. È sparita dopo aver letto quel cazzo di articolo della Skeeter...”, si confida il moro.
“Io non vedo nessun bicchiere, eccetto i due calici che ci sono valsi i quaranta punti in meno, oltre che una bella figura di merda davanti alla nostra Casa e a quegli sfigati. Comunque: io che c'entro con la sparizione di Hermione? Se sei tanto preoccupato per lei, valla a cercare, no?” Sbotta.
“Da quando ha litigato con te, evita anche me. Non vorrei che Pucey, o peggio Potter, si approfittasse della situazione”.
“Non credo che Potter sia un pericolo, visto che è stracotto della Piattola, e in quanto a Pucey, lui è troppo retrogrado per i gusti di mia sorella”.
Vedendo passare Hary, lo apostrofa senza dare tempo a Blaise di controbattere: “Potter, cosa ci fai qui?”
“Secondo te?” Gli risponde di rimando.
“Intendevo dire”, il biondo scandisce bene le parole, come se si rivolgesse a un bambino duro di comprendonio, “Perché tu sei a lezione e mia sorella no”.
“Forse dovrei essere io a chiederlo a te, Malferret, visto che da sette anni a questa parte, ogni volta che Hermione sta male c'è il tuo zampino”, gli soffia sarcastico Harry.
Draco sta per scattare, ma Blaise lo placca, mentre Adrian cerca di stemperare i toni: “Avanti, ragazzi, non vi sembra di esagerare? Non è certo la fine del mondo se Hermione salta una lezione; per lo meno i Grifoni non hanno ottenuto punti e poi Hogwarts è diventata praticamente inespugnabile dopo la Guerra”.
“Hai ragione, Adrian, non è una tragedia: è un'ecatombe!” Interviene in modo teatrale Blaise, riferendosi alla fissa della riccia di non perdere neanche un solo minuto delle lezioni. Quindi, rivolto al biondo che ancora sta cruciando Harry con lo sguardo: “Andiamo, dai, non vorrai mica tardare al consueto appuntamento con la morte”, riferendosi al corso di Divinazione, e tirando l'amico per il bracio.
Girato l'angolo e sinceratosi che né Adrian né Harry li stiano tallonando, conduce Draco verso la scorciatoia per la Guferia.
“Blaise, dove cazzo stiamo andando?”
“Alla Guferia”, gli risponde l'amico, “Ho intenzione di scrivere un reclamo al Dipartimento Auror contro Potter. Lui è qui per fare la guardia del corpo a Hermione, non i cazzi propri. Ah, Draco: un'ultima cosa. Quando trovi tua sorella, per favore, cerca di riappacificarti con lei”.
“Non sono io quello che l'ha aggredita come una furia davanti a tutta la scuola, giorni fa”, sbotta.
“Vero, ma sei tu quello che l'ha pesantemente insultata, esattamente come facevi un tempo, quando credevi fosse solo un'insulsa Sanguesporco”, lo richiama all'ordine il moro.
“È lei che tira sempre fuori la storia che i Granger con lei si sono comportati come dei veri genitori, a differenza di noi Malfoy. Quindi, non mi pare che il mio comportamento sia tanto contradditorio”, ragiona invece il biondo.
“Merlino, Draco, ma allora quando io ti parlo, parlo all'aria? Hermione si è vista catapultata in un universo a lei ostile da un momento all'altro e scusami tanto, ma fino a pochi istanti prima della rivelazione di tuo padre, non mi sembra che la tua famiglia l'abbia mai trattata bene, in primis proprio Lucius. Sbaglio, o è stato lui a insegnarti a odiarla e a disprezzarla?” Blaise si sta irritando.
“Beh, immagino l'abbia fatto per tema che mi innamorassi della mia stessa sorella, credendola una semplice estranea”, riflette Draco, conscio dei propri sentimenti verso quella piccola saccente dai denti di castoro e dagli improponibili capelli.
“Certo, come no”, riflette, invece, Blaise.

§ § § § § § § § § §

“Che gli Inferi se lo prendano, quel dannato Furetto!” Sbotta un irato Harry Potter.
“Però, un po' ha ragione... In fondo, la scusa dei MAGO sai bene anche tu che è solo un pretesto per non destare sospetti mentre controlli Hermione”, gli fa notare Ginny.
“Ti sbagli, ti dico. King è stato chiaro: durante il suo mandato, nessun favoritismo, per cui è la protezione a Hermione che è scusa bella e buona per farmi tornare a scuola e farmi prendere i MAGO. E io che credevo di aver aggirato l'ostacolo”.
“Condivido il primo pensiero del Cappello: tu saresti stato un'ottima Serpe, ma, poi, scusa, se davvero sei qui perché il Ministro non vuole favorire nessuno, perché ti avrebbe raccontato questa favoletta?” Continua imperterrita Ginny.
Il suo fidanzato a volte è più cocciuto di un mulo, ma lei è come mamma Weasley, come quel coso babbano che fa un rumore tremendo, ma che rompe anche la strada, com'è già che si chiama? Hermione glielo aveva detto una volta, ma lei proprio quei nomi non riesce a memorizzarli, troppo difficili...
“Fidati, Ginny: è come ti dico io. Ora scusami, ma devo andare a farmi predire la morte dalla Cooman: chissà cosa si inventa questa volta. Ciao!” E le schiocca un bacio a stampo in fronte, per poi sparire nei meandri della scuola, senza dare tempo alla rossa di obiettare ancora una volta. Certo che quando ci si mette, Ginny è peggio di un martello pneumatco!
“Ma che diamine...” Mentre Harry cerca di sfuggire a Ginny, Draco e Blaise cercano di entrare nella Guferia, ma qualcosa al di là della porta oppone resistenza.
“E che modi! Un momento... Ecco, l'ingress... Malferret? Blaise? CHE DIAVOLO CI FATE VOI DUE QUA? È MAI POSSIBILE CHE NON RIESCA A STARE UN MINUTO UNO IN SANTA PACE SENZA RITROVARMI VOI DUE TRA I PIEDI?”
“Ti ringrazio, sorellina, per avere appena informato i nostri genitori che non ti perdo un attimo di vista”, la deride Draco.
“Ah, adesso non sono più un pesce, ma tua sorella? Sai che ti dico Malferret? Ma vattene a...”
“Dopo di te, cara sorellina, dopotutto pare che conosci così bene quel posto che da buona Grifondoro puoi andare avanti e poi farmi strada. In fin dei conti, tra fratelli, è giusto aiutarsi, o sbaglio? Tu che dici, Blaise?” Si rivolge infine all'amico, ma, voltando in questo modo la testa, non vede Hermione sfoderare la bacchetta; sente però il legno premergli contro la carotide.
Cazzo! Forse questa volta ha esagerato. Forse.
Si volta lentamente, il fuoco negli occhi grigi.
“Abbassa immediatamente la bacchetta”, le intima con voce calmissima.
“Non fai più lo sbruffone adesso, fratellino?” Lo sbeffeggia lei, di rimando.
“Ragazzi, avanti... Non vi sembra di esagerare?” Blaise cerca di riportare un clima civile. Fosse facile: quei due sono peggio di dieci draghi mestruati che cavano le uova messi tutti insieme!
“Non ti immischiare, Blaise. Questa è una cosa tra me e lei. Tu fai quello che siamo venuti a fare”, gli ingiunge l'amico.
“Non... non siete venuti a cercarmi?” Balbetta con un filo di voce Hermione. Adesso sì, che sono cavoli amari! Ha aggredito suo fratello senza motivo. Ma lei è Hermione Granger...
A quel pensiero, è come se ci fosse stato un risucchio al di fuori della Guferia che la priva completamente dell'aria.
Draco, ancora troppo pieno di rabbia nei suoi confronti, equivoca il cambiamento d'umore. Con un moto di stizza, allontana dal proprio collo la bacchetta di vite e afferra la sorella per i polsi.
“Allora? Sto aspettando”, la strattona un po' troppo rudemente.
“Draco... vacci piano”, cerca di calmarlo Blaise, una volta che ha inviato la missiva.
“Fatti i cazzi i tuoi, Blaise”, ringhia, “Come ti ho già detto, questa è una questione privata tra me e la mia cara sorellina”.
“Draco! Smettila!” Cerca di imporsi il moro. “Non vedi che sta avendo un attacco di panico?”
Gli occhi a palla, il petto che si alza e si abbassa affannosamente, sente solo lontanamente le voci dei due ragazzi.
“Sai che ti dico, caro Blaise?” Draco continua a usare un tono mellifluo. “Che non me ne frega un cazzo. È ora che la principessina la smetta una volta per tutte di fare la vittima. Non è lei che è stata uccisa: lei è viva, sana e salva. È ora che si comporti da persona adulta e faccia tesoro di questo dato di fatto!” Soffia vicino al volto di Hermione.
Non gliene importa nulla se gli altri lo credono senza cuore o, peggio, pensano che la Serpe andata in letargo ora si sia svegliata più letale di prima.
Non ne può più di vedere Hermione così remissiva. Non è da lei. Lei è combattiva. Lei è una Grifondoro, Coraggiosa e Pura di cuore. Lei è Hermione.
Appena il contenuto implicito di quest'ultimo pensiero fa breccia nel suo cervello, le lascia andare i polsi come se si fosse ustionato e fugge dalla Guferia come se fosse inseguito da sciami di Doxy.
“Io... io...”, farfuglia la ragazza.
“Shhh... Non ti preoccupare, è tutto a posto. Gli passerà, vedrai”, cerca di tranquillizzarla Blaise, che la sta abbracciando e accarezzando sulla schiena.

sabato 4 aprile 2015

I Cinque Sensi ~ Capitolo 13



Disclaimer: i personaggi principali della saga di Harry Potter appartengono a J. K. Rowling e alla casa editrice che ne detengono i diritti. Questa storia non è scritta a scopo di lucro, ma esclusivamente con intenti ludici, al fine di divertire chi l'ha scritta e che ha voglia di leggerla.

*********************************************************


Mario Puzo ha scritto:
La forza di una famiglia,
come la forza di un'armata,
si basa sulla lealtà reciproca”.
(Episodio 4*13 Ciminal Minds, “Di padre in figlio”)

“Dannata Weasley!” È entrato nella sua camera da caposcuola come una furia, senza accorgersi dell'amico che lo stava aspettando.
“Draco”, lo chiama Blaise, palesando così la sua presenza.
“E tu che ci fai qui? Come ci sei entrato?” Gli chiede con un tono decisamente troppo astioso.
“Beh, sai l'Alohomora è un incantesimo del primo anno e noi siamo già al settimo, tecnicamente sarebbe l'ottavo, ma...” tergiversa, cercando di calmare l'amico.
“BLAISE!” Come non detto.
“D'accordo, volevo sapere se avevi incontrato tua sorella. Alla Torre di Astronomia ha avuto uno scontro con McLaggen”, gli spiega.
“McLaggen?”
“Già. Le ha detto della trovata di mio zio”, gli riferisce.
“Cazzo. Ecco perché era così sconvolta quando l'ho vista nel bagno di Mirtilla”.
“Si era rifugiata lì?” Domanda ancora il moro.
“Sì, ma cosa è successo alla Torre?” Si informa Draco, che pare visibilmente più calmo, ma per chi lo conosce bene come Blaise, sa che sotto la cenere cova un fuoco a dir poco distruttivo.
“Quando sono arrivato lassù, l'ho visto che tratteneva tua sorella per un polso, il viso pericolosamente vicino al suo... Merlino, non oso immaginare cosa sarebbe successo se fossi arrivato un minuto più tardi. Comunque”, si affretta ad aggiungere, vedendo Draco pronto a scattare, “A tua sorella non è successo nulla di grave; solo, beh, l'ha usata come scudo umano per impedirmi di colpirlo e le ha anche rivelato che io ti ho parlato di ciò che ha fatto mio zio, come ti ho appena rivelato”.
“Mi stai dicendo che quel viscido le ha messo le mani addosso?” Dire che Draco è furente è un eufemismo.
“Calmati, amico, ci ha pensato lei a rimetterlo in riga. E già, mai provocare Hermione Malfoy”, cerca di stemperare l'atmosfera. “Ad ogni modo, non mi hai ancora detto perché ce l'hai con la Weasley”.
“Quando sono entrato nel bagno di Mirtilla c'era lei con mia sorella e non so cosa le abbia detto, fatto sta che lei si è rivolta come un Ungaro spinato nei miei confronti. Ha detto... ha detto... che noi non siamo la sua famiglia”, si lascia cadere sul letto.
“Non mi sorprende, dopo quello che le ha detto McLaggen. Probabilmente ora ci vede tutti come suoi nemici. Non ti dimenticare che lo ha appena scoperto nel peggiore dei modi e solo pochi giorni dopo aver seppellito quelli che per tanti anni le hanno fatto da genitori”, tenta di farlo ragionare l'amico.
“Ma non erano loro i suoi veri genitori. Noi, noi siamo la sua vera famiglia!” Urla.
“Ascolta, questa sera sei di ronda assieme a lei, vero?” E a un suo cenno d'assenso, continua: “Bene, sono sicuro che troverai il modo di spiegarti, anche se cancellare anni di disprezzo da parte tua la vedo dura, molto dura...”
“Grazie, Blaise, tu sì che sai come sollevare il morale agli amici”, e si dirige alla porta.
“Dove vai adesso? Non è ancora presto?” Gli domanda Blaise.
“Sì, ma voglio andare alla Torre dei Grifoni per fare quattro chiacchiere con Potter e magari anche con McLaggen, così, tanto per mettere il punto. Ah, se non ti dispiace...” E gli fa cenno di uscire per primo dalla sua camera.

§ § § § § § § § § §

“AAAAAEEEEEIIIIIOOOOOUUUUU”, la Donna Grassa è impegnata con i suoi soliti gorgheggi, quando Draco arriva alla Torre: “Oh, un volto nuovo finalmente. Vuoi ascoltare la mia nuova canzone?” Gli chiede.
“Cielo”, è la risposta e a sentire la parola d'ordine, il ritratto è costretto a farlo passare.
“Cosa ci fai qua, Serpe?” Urla Lavanda, non appena Draco mette piede nella Sala comune rosso-oro.
“Sto cercando Potter”, le risponde secco.
“E non puoi aspettarlo fuori?” Gli chiede ancora.
“No, non posso, quindi ora mi siedo su questa poltrona e lo aspetto. E già che ci sono aspetto anche quel verme di McLaggen”, la informa.
“Che ci fai qui, Malfoy?” Attirato dal trambusto, Harry scende dal suo dormitorio. “Tua sorella è letteralmente sconvolta, e noi sappiamo a chi dire grazie, vero?”
“Naturalmente, visto che non sei in grado di fare il tuo lavoro”, lo irride il biondo.
“Attento a quello che dici” e sguaina la sua bacchetta, pronto a colpirlo.
L'altro alza le mani, per dimostrargli la sua buona fede: “Io dico solo che McLaggen ha minacciato mia sorella, prima, e che se non fosse stato per l'intervento di Blaise...”
“La stavo cercando qui a Grifondoro. Ti sei forse scordato di chi è stata l'idea di spartirci i settori?” Insinua Harry con tono tagliente.
“Non l'ho affatto dimenticato, ma ti avverto: non devi proteggere Hermione solo da quel folle, ma anche da McLaggen, perché se quel verme le si avvicina ancora una volta io ti riterrò personalmente responsabile. E ora, se vuoi, scusarmi, aspetto mia sorella per la ronda”.
“E tu che ci fai qui?” Hermione è appena scesa in Sala comune ed è rimasta meravigliata di trovarci suo fratello.
“Ti stavo aspettando per la ronda di stasera”, le spiega lui.
“Non era necessario che salissi fin qui. Ti avrei raggiunto nella Sala dei Prefetti fra poco”, la voce fredda.
“Blaise mi ha raccontato del tuo piccolo incidente con McLaggen”, le enuncia lui. Non c'è bisogno di aggiungere altro. Il sottinteso è evidente.
“Uff... Ho già provveduto a punirlo, non ti preoccupare”, sbotta lei; non ne può più di avere la scorta a ogni singolo passo che compie. “Dai, andiamo, io sono pronta”.
Stanno controllando il corridoio del quinto piano, quando Draco la blocca: “Asccolta, per quanto riguarda quello che ci siamo detti prima...”.
“Non c'è nient'altro da aggiungere”, lo interrompe lei, liberandosi dalla sua stretta e proseguendo lungo il corridoio.
“Io invece credo proprio che ci sia molto da aggiungere”, la raggiunge. “Prima hai parlato solo tu, ora tocca a me sfogarmi”.
“Se te lo sei dimenticato, fratellino”, calca su quest'ultimo termine, “Siamo impegnati a fare la ronda, non possiamo permetterci distrazioni di sorta”, gli intima col suo solito tono saccente, aprendo un'aula.
Vuota.
Draco ne approfitta per spingerla dentro e, dopo aver sigillato la porta e insonorizzato l'ambiente, la obbliga a sedersi a un banco e ascoltarlo.
“Hai la mia attenzione, ma vedi di sbrigarti”, gli intima.
Se fosse ancora il vecchio Draco e lei la Sanguesporco, nulla gli imedirebbe di lanciarle qualche fattura, forse anche uno Schiantesimo bello forte, ma le cose sono cambiate. Nulla è più come prima. La ragazza che gli è di fronte è a tutti gli effetti sua sorella, e comunque, la guerra ha cambiato anche lui, checchè ne dicano gli altri. Ha dovuto fare i conti con cose che gli altri neanche immaginano: fallire con Voldemort, o anche solo permettersi di pensarla diversamente, significava non avere più un'altra possibilità, ma essere la cena del suo pitone, che si divertiva a divorare le sue vittime sul tavolo da pranzo dei Malfoy.
“Allora? Se hai cambiato idea, non hai che da dirlo” e fa la mossa di alzarsi.
“Non ho cambiato idea”, ringhia lui, “è solo che... lascia stare, non è di me che dobbiamo parlare, ma di te e delle tue assurde idee”
“Assurde idee? Assurde idee?” Adesso Hermione sta urlando.
“Tu dici che i figli sono di chi li cresce, ma ti sei chiesta quanto hanno penato i nostri genitori in tutti questi anni? Non eri tu quella che vedeva piangere nostra madre in silenzio, di nascosto, e non sapere se eri tu la causa di quelle lacrime”, gli confessa. Quante volte aveva visto gli occhi di Narcissa velarsai improvvisamente di lacrime e tute le volte si chiedeva se aveva detto o fatto qualcosa che non doveva. Puntualmente arrivavano le rassicurazioni da parte di sua madre, ma quella tristezza non lasciava mai il suo sguardo.
Hermione trova la punta delle sue scarpe improvvisamente interessante.
“Non sono stati loro ad abbondarti davanti a quell'istituto. Tu gli sei stata rapita. E ora che finalmente possono riabbracciarti, tu che fai? Li schifi!” Le inveisce contro. Questa volta non prova pietà per la sorte di sua sorella, ma solo rabbia per il suo comportamento.
“Scusami tanto se dopo anni che voi avete schifato me, io ve lo rinfaccio!” Lo accusa lei. “Hai idea di come mi sentivo io quando tu infierivi contro di me dicendo che una Sanguesporco come me non aveva neanche il diritto di respirare? E quando zia Bella – Merlino, lei sapeva che io ero sua nipote! - mi ha torurato e non uno di voi ha mosso un dito? E quel grandissimo uomo che è nostro padre, che adesso fa tanto il protettivo nei miei confronti, era pronto a cedermi a Voldemort? Io devo perdonare, io devo comportarmi bene, io devo rispettare voi, ma voi?”
“Hai finito con la tua requisitoria? Merlino, saresti davvero un'ottimo Legismago! Posso rispondere alle tue accuse, ora?” Le chiede.
“Voglio solo uscire di qui”, gli risponde.
“Non prima di avermi ascoltato”, replica lui.
“Va bene”, gli accorda, con un gesto della mano.
“Hai ragione, su tutto, ma di fatto, noi eravamo prigionieri di quell'essere. Bella non ci perdeva di vista un attimo e per quanto riguarda il tuo cederti a Voldemort, sono sicuro che nostro padre avesse in mente un piano”, comincia a spiegare, ma la sorella lo interrompe: “Certo, offrirmi come esca, ma per favore, sembra quasi che tu stia cercando di convincere te stesso”.
“Hai avuto la tua occasione per fare le tue accuse, ora è il mio turno raccontarti la mia versione dei fatti, quindi, se non ti dispiace...” Cerca di aggirare la piega che Hermione stava imprimendo nuovamente al discorso. “Per quanto riguarda, invece, il presunto disprezzo, non credi che fosse un modo di proteggerti da quei Mangiamorte ancora in libertà che avrebbero potuto farti del male se avessero saputo come stavano realmente le cose? E poi... poi...”, ma si ferma: questa è senz'altro la parte più difficile da confessare. Quella che sperava non avrebbe mai dovuto dirle. Neanche Blaise conosce questo suo segreto.
“E poi?” Lo imbecca lei.
“E poi, niente. Se vuoi, puoi uscire”. No, non può dirglielo.
“E no. Adesso tu mi dici come stanno veramente le cose. Hai lanciato il sasso? Bene, abbi il coraggio di non nascondere la mano”. Replica Hermione.
“Sono una Serpe. Di norma, i serpenti velenosi dopo aver inoculato il loro veleno alle vittime, si nascondono da qualche parte in attesa che faccia effetto”, le enuncia Draco.
“Tattica che non funziona col Diavolo della Tasmania, però.”
“Credevo fossi una Grifona non una diavola”, la canzona Draco.
“La smetti di tergiversare? Il mio è un discorso serio e tu non fai altro che cercare di buttarla sul ridere, non è così che funziona!” Lo rimprovera Hermione.
“Hai ragione, è solo che tutto questo ha dell'assurdo...”, prova a scusarsi.
“Tu non sei Draco Malfoy, mi dai ragione e ti scusi con me. O non sei tu o c'è una trappola. E conoscendoti...”
“Buona la seconda”, scherza ancora lui.
“E quale sarebbe la trappola?” Gli domanda, mordendosi il labbro inferiore.
“Se te lo dicessi non sarebbe più una trappola, non credi? Comunque, riguardo a McLaggen...”, riprende il discorso accennato in Sala comune.
“È tutto a posto, sul serio”, lo rassicura lei.
“Adesso, ma più tardi? Domani? O un altro giorno? Né io, né Blaise possiamo controllarlo quando è alla Torre, lo sai, vero?” È preoocupato.
“Se non sbaglio, il Ministro mi ha messo Harry alle calcagna, quindi quando non ci siete voi due... e poi cosa vi fa pensare che io sia indifesa? Blaise non ti ha raccontato come mi sono liberata dalla sua presa?” Gli domanda.
“Mi ha detto che è arrivato appena in tempo per impedire che ti facesse chissà che e che ti ha usato come scudo umano. Davvero molto coraggioso. Un comportamento degno di un figlio di Godric”.
“Non mi avrebbe fatto niente perché glielo avrei impedito, e ad ogni modo mi sono liberata mordendogli il braccio, dopodiché gli ho inflitto una bella punizione, quindi, come vedi, non devi preoccuparti”, lo rincuora lei.
“E se volesse vendicarsi?” Non demorde. Cormac McLaggen, dopotutto, non gli è mai piaciuto.
“So difendermi da sola, sul serio, e in ogni caso gli ho fatto capire che non gli conviene minacciare un Caposcuola”, lo conforta.
“Se lo dici tu”. Non è convinto.
“Possiamo continuare la ronda, adesso?” Gli chiede.
“Pace?” Risponde.
“Ma ai Purosangue non insegnano che non è educazione rispondere a una domanda con un'altra domanda? E va bene. Pace, ma solo fino al prossimo litigio”, conviene Hermione, poi, prima che il fratello sblocchi gli incantesimi, le sorge un dubbio: “Ho notato che quando sei con me menzioni sempre e unicamente Blaise. Adrian non ti piace?”
“È un mio compagno di Casa e anche un ottimo giocatore di Quidditch, ma no, non lo vorrei come tuo marito. Ho come il presentimento che lui miri solo alla tua dote, Blaise, invece...” e si morde la lingua.
“Blaise invece... oh, avanti Draco, è possibile che io debba sempre tirarti fuori le parole con le tenaglie?”
“Io non vedo nessuna tenaglia!”
A volte ha il dubbio se suo fratello è veramente ottuso sui detti babbani o la stia solo prendendo in giro: “È un detto babbano, vuol dire che ti obbligo a parlare, visto che sei piuttosto recalcitrante. Allora, cos'altro dovrei sapere su Blaise, oltre al sotterfugio di suo zio?”
Bingo! Senza accorgersene, sua sorella gli ha appena offerto una scappatoia: “Riguardo a suo zio, vedi, è vero che Blaise aveva dei sospetti da un po' di tempo. Dopotutto, se il Cappello Parlante allo Smistamento era incerto se mandarlo a Corvonero o a Serpeverde un motivo ci doveva pur essere, no? Lui trovava strano che il Wizengamot ti avesse obbligato a venire a vivere con noi, malgrado la tua maggiore età, e sapendo che il fratello di sua madre è amico con nostro padre, ha fatto 2+2, ma i suoi erano solo sospetti. Poi, oggi ha ricevuto una lettera di sua madre in cui lei praticamente ti elogiava. Non so cosa tu abbia detto ad Avalon, ma se sei riuscita a portarla dalla tua parte con poche parole, cavolo, sorellina, sei davvero una persona speciale: non sono molte le persone che possono dire di aver suscitato simpatia ad Avalon Zabini. In ogni caso, dicevo, sua madre gli ha scritto oggi dicendogli anche di ringraziare suo zio perché era merito suo se tu ora vivevi con noi. Come sono arrivato, lui me ne ha messo al corrente e a cena stavamo discutendo quando dirtelo e in che modo. Poi ti abbiamo visto scappare in quel modo e siamo venuti a cercarti. Tutto qui”. La mette al corrente di quanto effettivamente successo nelle ultime ore.
“Oh”. Sa di avere torto marcio.
“Dai, vediamo di finire questa ronda”, e la fa uscire dall'aula.

§ § § § § § § § § §

“Spiegami cosa significa questa trovata di TUO padre!O forse è di tuo zio?”
È ora di cena a Hogwarts e la preside McGranitt ha appena terminato di spiegare che a partire dall'indomani, e per tutto il tempo necessario, un team di Medimaghi visiterà tutti gli studenti della scuola. Pare che con la fine della Guerra, siano state scoperte alcune malattie che prima erano considerate esclusivo appannaggio dei Babbani e che invece interessano anche Maghi e Streghe. Non conoscendo l'esatto evolversi di queste malattie una volta entrate in contatto con la Magia, il Ministero ha deciso di intraprendere la via della prevenzione, sottoponendo i giovani virgulti a visite conoscitive.
Hermione, però, non abbocca e si fionda come una furia al tavolo di Serpeverde.
“Scusa, cosa c'entra adesso NOSTRO padre?” È possibile che pochi giorni prima ha parlato al vento? Era sicuro di essere riuscito a convincere la sorella, ma a quanto pare ha la testa più dura di un bolide.
“Già, e cosa c'entra mio zio?” Gli fa eco Blaise.
Per poco, quando lei ha urlato loro contro, non è andato loro di traverso il porridge.
“Dite un po', credete che io sia stupida?”
“No, solo prevenuta”, le risponde Draco.
“Come se non sapessi come si muovono le Serpi: quando sono stata male Lucius non ha digerito il mio rifiuto al ricovero. Non sia mai che una ragazzina, sua figlia per di più, lo contraddica. Così ha pensato bene di coinvolgere il Ministero in questa pagliacciata!” Sbotta. I suoi genitori adottivi erano dentisti; sa quanto sia importante la prevenzione, ma il tarlo del dubbio prevale sulla ragione.
“Non mi pare che la prevenzione sia una pagliacciata. Tu dovresti saperlo, e comunque, la nostra è una famiglia ormai decaduta. Cosa ti fa supporre che nostro padre abbia potuto coinvolgere il Ministro, tanto più che Shaklebolt non è Caramel?” Tenta di sviare l'attenzione della riccia dalla gaffe appena commessa.
“Hai detto bene: io so!” Ecco, appunto. “I miei genitori mi hanno insegnato il valore della prevenzione; ciò non toglie che Lucius abbia unto gli ingranaggi giusti”, e lancia un'occhiataccia a Blaise.
Quest'uscita è troppo per Draco, che batte violentemente i pugni sul tavolo. Se prima gli altri ragazzi avevano assistito a quello scambio di battute divertiti, ora sanno che la tempesta è scoppiata con tutta la sua furia.
“Adesso basta!” Le urla contro Draco. “I Granger non erano i tuoi genitori. I Malfoy sono i tuoi veri genitori. E non rifilarmi la solita solfa che i figli non sono di chi li fa, ma di chi li cresce perché te l'ho già detto una volta, ma a quanto pare sei dura di comprendonio. Tu sei stata rapita nella culla. I nostri genitori non hanno avuto scelta. Lucius e Narcissa sono i TUOI genitori, non gli altri. Vedi di comportarti di conseguenza, d'ora in poi!” Le sputa contro, velenoso.
“I miei genitori non mi avrebbero costretto a... a... questa cosa!” Gli urla lei di rimando.
“Ah no? E chi ti obbligava allora a portare quell'orribile coso sui denti?” La imbecca, riservandole il suo solito ghigno made in Malfoy, quello che le riservava ai tempi delle loro schermaglie, quando erano ancora un Purosangue arrogante e una sporca Mezzosangue.
Hermione apre la bocca per rispondergli a tono. Poi la richiude senza emettere fiato. La riapre nuovamente. Di nuovo, la richiude senza trovare le parole adatte.
“Sai, sorellina? Così, più che una Grifona assomigli a un pesce”, la schernise lui, facendole il verso e scoppiando poi a ridere in modo sguaiato.
Ancora una volta, Hermione rimane senza parole: possibile che finora si sia illusa sul cambiamento di Draco? Come è potuta essere così ingenua? Dopotutto lui è Draco Malfoy, glielo aveva anche detto al suo compleanno e lei, invece, aveva continuato a sperare che fosse diventato umano. A quanto pare, però, la Serpe era solo in letargo: ora si è risvegliata, più velenosa di prima.
Ferita e offesa, scappa dalla Sala Grande. Non può dargli la soddisfazione di vederla in lacrime.
Dal tavolo di Grifondoro, Harry vede l'amica letteralmente fuggire dalla Sala.
Forse l'idillo che legava i due fratelli si è rotto. Forse deve approfittare della situazione e perorare la causa dell'amico.
Forse.
Al tavolo di Serpeverde sono rimasti tutti basiti dal comportamento di Draco. Solo Adrian pare soddisfatto. Se l'idillo tra i due si è rotto, forse ha qualche possibilità di fare breccia nel cuore della Grifona.
Forse.

§ § § § § § § § § §


La trova nel bagno di Mirtilla. Ma non sta piangendo. No. Sta letteralmente distruggendo ogni cosa. Forse dovrebbe lasciarla sfogare. Forse. Ma lui è Harry Potter. Non sia mai che fugga davanti al pericolo, anche se la bacchetta di Hermione lo spaventa più di Voldemort.
“Hei”, la saluta, con quanta più dolcezza possibile. Fa appena in tempo ad abbassare la testa che un fascio di luce gli passa sopra andando a cozzare contro lo spigolo del muro.
La ragazza neanche dà segno di essersene accorta perchè continua a lanciare incantesimi a destra e a manca.
“Cavolo! Che avrà mai detto Malferret per farti infuriare così?”
Ennesima mossa sbagliata, perché lei, ancora più furiosa gli lancia contro uno Schiantesimo che questa volta lo prende in pieno.
“Innerva”. Una voce femminile gli lancia il Controincantesimo, facendolo riprendere.
“Grazie Hermione”.
La ragazza lo guarda come se fosse un po' tocco: “Ehm... sicuro di stare bene?”
“Sì... sì, certo, non ti preoccupare”. Rialzandosi ha modo di vederla meglio, anche grazie agli occhiali che la mora gli ridà.
“Ma tu non sei Hermione, e neanche Ginny”, dice, con l'aria di chi ha appena scoperto l'acqua calda.
“Ehm... dal momento che i miei genitori mi hanno chiamato Astoria, credo proprio di no”, le risponde lei; quindi, guardandosi attorno: “Wow, hai di nuovo combattuto contro un Troll di montagna? Anche se io allora non frequentavo ancora, mia sorella Daphne mi ha raccontato della prima impresa del famoso Trio dei Miracoli”, gli chiede.
“Mi stai prendendo in giro, per caso? Comunque è stata una furia dai capelli crespi, dopo che una certa Serpe l'ha fatta infuriare per bene. Puoi dirmi cos'è successo esattamente al vostro tavolo poco prima?” Si informa Harry, perché è chiaro che Malferret ha detto o fatto qualcosa che ha destabilizzato parecchio Hermione. Beh, a guardare quel macello, dire destabilizzato è usare un leggero eufemismo...
“Spero tu stia scherzando: non ho nessuna intenzione di mettermi contro i due Caposcuola più pallosi di tutta Hogwarts. Hai presente la punizione che Hermione ha inflitto a Mc Laggen? Bene, sappi che suo fratello se ti pesca a commettere qualche infrazione non ci va più leggero”, gli confida.
“Mi stai dicendo che Malferret è diventato ligio alle regole e non abusa del proprio poptere?” Harry è letteralmente basito. Possibile che l'esperienza della guerra l'abbia cambiato così tanto? O forse è solo la vicinanza di una persona come Hermione ad averlo migliorato? Beh, sapendo che neanche un Sectumsempra era riuscito a farlo ragionare, probablmente è buona la terza opzione: non è lui.
“A quanto pare”... Astoria solleva le spalle, poi, sinceratasi che Hermione non è più in quel bagno, se ne va, lasciando un meravigliato Harry.
È sicura che a Serpeverde qualcuno si risolleverà di morale a sapere che il grande Potter è stato schiantato da niente popodimeno che quella che è sempre stata considerata la sua migliore amica. O almeno lo spera. Altrimenti toccherà a lei, come sempre del resto, cercare di far sbollire la rabbia al biondo fidanzato.
Accidenti a Hermione. Che accidenti le è preso di attaccare così Draco? Tanto lei se ne sta bella bella a Grifondoro...